RICETTA DEMATERIALIZZATA, LA SOLUZIONE PAPERLESS CHE ACCONTENTA TUTTI

RICETTA DEMATERIALIZZATA, LA SOLUZIONE PAPERLESS CHE ACCONTENTA TUTTI

Ricetta dematerializzata: uno strumento utilizzato ancora troppo poco

Ricetta dematerializzata: da quando è stata introdotta? I medici e gli operatori la utilizzano abbastanza? E di cosa si tratta nello specifico? Chiariamo alcuni dubbi preliminari, prima di illustrarvi in questo articolo il perché diventa sempre più importante il processo di emissione delle ricette digitali e la sua espletazione in tempi rapidi.

La ricetta dematerializzata (o ricetta elettronica) non è una novità: è stata ormai introdotta da diversi anni nel nostro Paese e fa parte di un percorso di digitalizzazione della sanità più ampio che ha visto l’introduzione della ricetta cartacea standardizzata, della tessera sanitaria e dell’obbligo di invio dei dati di tutte le ricette da parte di farmacie in prima battuta e poi dei medici (art. 50 della legge 326/2003 “Monitoraggio della spesa farmaceutica e specialistica a carico del SSN”).

Nello specifico la ricetta dematerializzata consiste in un documento rilasciato da un medico dipendente del SSN o convenzionato con esso (per esempio un medico specialista di un poliambulatorio privato accreditato) che consente al paziente di compiere esattamente le stesse operazioni possibili con la ricetta cartacea (ricetta rossa):

  • Acquistare farmaci prescritti a carico totale o parziale del SSN
  • Richiedere prestazioni specialistiche diagnostiche in strutture pubbliche e private accreditate

L’obiettivo della ricetta medica elettronica, sin dai suoi primi impieghi, era di essere implementata in via sempre maggiore dalle regioni, sino alla graduale sostituzione di quelle in formato cartaceo. Inoltre la ricetta dematerializzata è stata concepita sin dall’inizio per essere valida su tutto il territorio nazionale, bypassando così il problema di acquisto dei farmaci in regioni differenti dalla propria.

Ma quanto è diffusa nel 2021 la ricetta medica dematerializzata in Italia? Secondo diverse fonti ufficiali, risulta diffusa in tutte le regioni italiane (anche in quelle più indietro con l’implementazione del fascicolo sanitario elettronico – FSE) per quanto riguarda l’ambito farmaceutico ad alte percentuali. Per le prestazioni ambulatoriali il livello di copertura risulta invece ancora poco soddisfacente. Allora perché se si tratta di un processo già in corso e ormai abbastanza diffuso, mai come in questo ultimo anno, abbiamo sentito così tanto parlare di ricetta dematerializzata se non si tratta effettivamente una novità? Scopriamolo insieme!

Se arriva una pandemia globale: la ricetta come alleata nel processo di semplificazione amministrativa

L’abbiamo appurato: la ricetta elettronica è uno strumento che esiste da tempo, ma l’arrivo dell’emergenza sanitaria ha senza dubbio contribuito a incoraggiare un utilizzo più efficace, snello ed efficiente delle risorse che erano già a disposizione, proprio come la ricetta dematerializzata. In particolare, proprio a causa dell’emergenza Covid-19, una novità significativa è stata introdotta nella procedura: il capo Dipartimento della Protezione civile con un’apposita ordinanza ha consentito ai cittadini di ottenere dal proprio medico il “Numero di ricetta elettronica (NRE)” senza più la necessità di essere in possesso del promemoria cartaceo che veniva richiesto sino a quel momento.

Il promemoria cartaceo sarebbe servito da back-up nel caso di malfunzionamenti informatici, era compito del paziente consegnarlo in farmacia per ritirare i farmaci o presso la struttura medica in caso di ricetta ricevuta per prestazione sanitaria. Si trattava sicuramente di un passaggio in più, che sarebbe senza dubbio stato eliminato con il passare del tempo, ma grazie alla pandemia questo processo è stato certamente semplificato.

La ricetta dematerializzata può essere davvero un’alleata per medico e paziente soprattutto in questo momento storico perché

  • evita al paziente di recarsi dal medico solamente per ritirare la ricetta
  • elimina la necessità di presentare la ricetta cartacea in poliambulatorio (soluzione più igienica)
  • i medici non devono compilare manualmente la ricetta, riducendo anche il margine di errore
  • si genera anche un risparmio di carta

Ma cosa succede esattamente al momento della generazione della ricetta elettronica?

Il processo di elaborazione della ricetta dematerializzata

Abbiamo sin qui analizzato la storia della ricetta dematerializzata, insieme a qualche criticità e agli aspetti positivi emersi soprattutto con il sopraggiungere della pandemia e la necessità di diminuire le occasioni di contatto.

Volendo riassumere tutto il processo, il medico è tenuto a compilare al computer la ricetta dematerializzata per prescrivere come, abbiamo detto, farmaci, visite oppure esami. Il sistema tessera sanitaria mette a disposizione una specifica applicazione informatica per farlo, chiamata Sistema di Accoglienza Centrale (SAC o, se il sistema è regionale, SAR). Questa applicazione registra le medesime informazioni richieste dalla ricetta tradizionale cartacea, conosciuta da tutti come ricetta rossa:

  • Numero identificativo
  • Dati dell’assistito
  • Medicinale o accertamenti necessari
  • Quesito diagnostico, ovvero il problema di salute che motiva la scrittura della richiesta
  • Eventuali esenzioni (per reddito o patologia)
  • Codice di priorità per le prestazioni di specialistica ambulatoriale che si effettuano per la prima volta

Quando la ricetta viene generata, questa viene memorizzata dal sistema e identificata tramite un codice univoco chiamato, come detto, NRE (Numero di ricetta elettronica). Il medico infine ha il compito di trasmettere tale numero all’assistito.

L’assistito può richiedere al medico il rilascio del promemoria (ovvero l’acquisizione del NRE) tramite:

  • Trasmissione del promemoria in allegato a un messaggio di posta elettronica
  • Comunicazione del NRE (Numero Ricetta Elettronica) tramite SMS
  • Comunicazione telefonica del NRE da parte del medico

Un processo che risulta sicuramente semplificato per il paziente, ma non per il medico che deve comunque procedere a tutta la compilazione della ricetta.

On.Health può semplificare l’elaborazione della ricetta dematerializzata

I medici che lavorano nei poliambulatori convenzionati, come abbiamo avuto modo di capire sino a questo punto, sono tenuti in egual misura rispetto ai medici del SSN all’emissione della ricetta dematerializzata seguendo la procedura descritta sopra. Investendo in un software medico come On.Health, la gestione di portali come il sopracitato SAC, i SAR, i processi online più complessi o che prevedono un impiego di tempo che potrebbe essere risparmiato, non sono più un problema.

Acquistando il modulo SSN, il vostro poliambulatorio potrà prenotare in tranquillità e autonomia prestazioni in regime SSN erogando tutte le prestazioni correttamente. Inoltre, alla fine del mese sarà possibile consegnare in autonomia e con semplicità il tracciato delle prestazioni erogate in Regione. All’interno del modulo SSN è presente inoltre una sezione dedicata interamente alla ricetta dematerializzata, che eviterà ai medici e al personale di dover compilare tutte le sezioni della ricetta. Il personale dello studio medico o il medico che dovrà compilare la ricetta visualizzerà solamente una maschera di prenotazione, nella quale andrà inserito il NRE. Sarà On.Health ad occuparsi di “chiamare” il portale regionale scaricando direttamente sul software i dati necessari per prenotare la ricetta.

Un gioco da ragazzi, no?

Tutti i vantaggi in un unico software con On.Health

In conclusione, possiamo considerare la ricetta dematerializzata come una vera alleata ai tempi del Covid-19 anche in poliambulatorio. Ecco i principali vantaggi:

  • È utilizzabile in tutta Italia
  • Permette di ritirare i farmaci in qualsiasi regione
  • Garantisce un risparmio considerevole di carta
  • È più precisa e completa

Inoltre la ricetta medica elettronica garantisce la semplificazione delle attività di gestione della documentazione cartacea anche nello studio medico e consente allo stesso tempo di effettuare dei controlli in real time che permettono al poliambulatorio di monitorare:

  • La corretta identificazione del paziente
  • L’effettivo adempimento dell’esenzione
  • L’esistenza del farmaco da erogare e la contemporanea verifica che il farmaco non sia già stato venduto precedentemente

La ricetta dematerializzata vale 30 giorni dalla data di compilazione (come quella cartacea) e può essere utilizzata una sola volta. Per il personale dei poliambulatori dotati di software medico come On.Health, il processo sarà ancora più semplice grazie all’interfaccia che garantirà la compilazione automatica dei dati salienti.

Non resta che provarlo!